Il dopoguerra e il festival di Sanremo

Con la fine della Seconda guerra mondiale, in Italia prendono piede due diverse volontà culturali: da un lato il Neorealismo racconta al cinema una nazione devastata dal conflitto e ben lontana dalla ricostruzione; in musica invece si sente la necessità di creare un momento di spensieratezza. È anche in nome di questo desiderio che nasce la più famosa, a oggi, manifestazione interamente dedicata alla diffusione della musica in lingua italiana: il Festival di Sanremo.

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Il “Festival della Canzone Italiana”, come si chiama ufficialmente, non è stato il primo con questa denominazione: già negli anni Trenta una kermesse con lo stesso nome si era svolta a Rimini, ma non era più stata riproposta a causa dello scarso successo e dell’intervenuto conflitto mondiale. E ancora, un secondo tentativo di Festival della Canzone Italiana si era svolto a Viareggio nel 1948, pure senza suscitare molto interesse.

Nel 1951 il format, come si direbbe usando terminologie attuali, fu riutilizzato sulla riviera ligure, complice l’allora PR del Casinò di Sanremo Angelo Nicola Amato, che cercava una maniera leggera di pubblicizzare la sala da gioco, poco frequentata dagli italiani ancora scossi dai bombardamenti alleati. Più che altro si giocava in club privati, dove accedere era privilegio di pochi. I pochi casinò esistenti non avevano la facilità d’accesso di quelli moderni, o la comodità e trasparenza di un sito come nuovacasino.it, ricchissimo nell’offerta di giochi, accessibile dal divano di casa ma anche quando si è in giro, grazie all’adattabilità di un’interfaccia pensata anche per ambiente mobile.

Se Amato avesse avuto accesso a Internet! Ma in quegli anni fece l’unica cosa logica, decidendo di rendere accessibile il suo casinò abbinando alla struttura della musica di gran classe. Mescolò l’offerta di giochi come roulette, poker o blackjack alle atmosfere da café chantant che erano molto più familiari al pubblico italiano. In qualche modo questa felice intuizione decretò il successo del Casinò di Sanremo… Ma non quello del festival!

Infatti per il primo fu boom, mentre la kermesse inizialmente stentò a decollare. In compenso ancora oggi immaginiamo i casinò come quel luogo sognato da Amato: musica compresa, ovvio!

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