Le origini della canzone italiana

La nascita della canzone italiana si fa risalire, di fatto, all’unificazione nazionale: prima dell’Unità era più consueto riferirsi alla tradizione canora delle singole regioni o aree, e in qualche modo questo è continuato anche dopo il 1861, tanto è vero che la canzone napoletana è ancora oggi un genere popolarissimo e alcuni dei suoi più grandi successi, come Malafemmena o Luna Rossa, sono stati scritti ampiamente nel Ventesimo secolo.

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Tornando alla canzone italiana propriamente detta, i primi passi di questa sono inscindibili dalla romanza, la progenitrice della canzone popolare che però aveva saldissime radici nella ricchissima tradizione operistica italiana. Ancora oggi molti cantanti famosi tendono a cadere nella tentazione della canzone che ammicca alla lirica – si veda il successo di “Vivo per lei” degli O.R.O., cantata anche da Andrea Bocelli, de Il Volo, di Zucchero, Adriano Pappalardo, Al Bano. Sono tutti artisti che ammiccano esplicitamente o meno all’opera tradizionale, incorporando quella scuola e quel gusto nel loro personale bagaglio musicale.

Perché la canzone italiana assuma le fattezze che più generalmente le vengono riconosciute, tuttavia, bisognerà aspettare il periodo fra prima e seconda guerra mondiale, quando la romanza comincia a contaminarsi con le canzoni popolari regionali e iniziano a essere composti brani ispirati a quanto arriva dall’estero, su ritmi di valzer o ancora più ballabili. È la stagione dei tabarin o dei café chantant, tra l’altro antesignani dei live club di oggi e precursori del tipo di intrattenimento che sarà possibile trovare, decenni dopo, nei casinò di gran classe dove si consumano alcolici, si assiste a spettacoli di canto o ballo e si gioca d’azzardo.

Fra gli anni Venti e Quaranta alcuni celebri autori come Cesare Andrea Bixio, Giovanni Ermete Gaeta (detto E. A. Mario) o Armando Gill diventano famosi come compositori ma i brani noti sono pochi perché il cinema è ancora muto: ci penseranno le innovazioni tecnologiche con l’arrivo del sonoro, e la contemporanea nascita della EIAR (poi RAI, Radio Televisione Italiana) a far esplodere la musica italiana grazie alla produzione di programmi di intrattenimento e di colonne sonore: è in quel momento che prende forma il “pop italiano”.

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