Le risorse online per la musica italiana

16Se i mezzi di informazione tradizionali (sia online che cartacei e televisivi) danno conto degli avvenimenti musicali italiani solo a fronte di qualcosa di clamoroso – scandali, solitamente – c’è ancora qualche medium che si interessa di approfondire, informare e far scoprire nuovi dischi, artisti degni di nota e appuntamenti da seguire. Insomma, nonostante la riduzione degli spazi dedicati alla cultura, non tutte le speranze sono perdute!

  • Si parte da un portale di recensioni e approfondimenti che è un pioniere in questo ambito: Rockit.it si occupa di musica solo made in Italy, o solo da artisti italiani. Un’iniziativa editoriale lodevole e che ha anche partorito un festival già citato su queste pagine: MiAmi è l’estensione del lavoro di Rockit dall’alto di un palcoscenico.
  • Meiweb.it è il portale che gira intorno a tutte le iniziative firmate Mei, ovvero il Meeting delle Etichette Indipendenti, che è dedicato alla scoperta della discografia tricolore sommersa e mette in campo una convention su questo mondo ogni anno. Fra le altre iniziative correlate, da segnalare anche un premio dedicato ai videoclip italiani a basso budget.
  • Rockol.it è uno dei primi siti musicali ad aver aperto nel paese, e il più influente a livello di informazione musicale internazionale – le notizie dedicate alla scena casalinga si destreggiano fra musica commerciale e quella di ricerca, e per questo il portale è considerato molto equilibrato.
  • Soundwall.it è interessante perché si è cercato una nicchia: hip hop, rap ed elettronica, ma senza limitarsi geograficamente. Gli autori degli approfondimenti giornalistici hanno un occhio di riguardo per i retroscena sui fatti italiani relativi a questi generi, cosa che permette di educarsi su artisti ed etichette che il mainstream di solito ignora.
  • AllMusicItalia.it mette il pop al centro della propria offerta informativa, con interviste, recensioni e indiscrezioni sugli artisti che si sentono di più in radio: sembra scontato, ma vista la scarsità di alternative in edicola e tv non lo è affatto.

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