Sanremo e i suoi autori

“Perché Sanremo è Sanremo” era il refrain di uno stacchetto divenuto tormentone qualche anno fa: e se Sanremo è tale lo deve ai parolieri, spesso separati dai cantanti in gara, che hanno fatto della scrittura per canzoni una vera e propria forma d’arte. Antonio Amurri, Alberto Testa,
Sergio Bardotti sono alcune delle firme di testi entrate a far parte della cultura popolare e i cui versi sono spesso diventati modi di dire, citati come proverbi, battute di spirito o giochi di parole. Fra i tantissimi autori una spanna sopra gli altri sta Franco Migliacci, vero e proprio re della canzone firmata italiana, cui si deve – su tutte – “Nel blu dipinto di blu” per Domenico Modugno (che vinse il Festival nel 1958).alberto-testa2

L’importanza di Sanremo divenne tale nel giro di pochi anni dalla prima edizione (e dire che inizialmente era stato un flop!) che il lavoro di preparazione al festival durava mesi: semplicemente, era vietato sbagliare.

Le canzoni escluse dalla competizione potevano creare crisi diplomatiche, fine di carriere e vite professionali avviatissime, rovinare reputazioni e in un caso, tragicamente, determinarono anche una morte: nel 1967 Luigi Tenco si tolse la vita apparentemente come gesto di protesta perché la sua “Ciao, amore ciao” non era stata capita dalla giuria dell’Ariston. Quella scrittura era troppo personale e appassionata in una maniera anomala per un festival che aveva già oliato a dovere un ingranaggio preciso e implacabile, dove il cerchiobottismo aveva un’importanza fondamentale. Bisognava essere tradizionali, rispettosi della famiglia e della Chiesa, non agitare né agitarsi: nel 1960 Mina aveva scandalizzato per il ritornello de “Le mille bolle blu”, che era sembrato una pernacchia al pubblico a casa!

Inutile dire che un paroliere di grido valeva oro: personaggi come quelli sopracitati insieme ad altri grandi autori come Giancarlo Bigazzi, Giancarlo Golzi (anche batterista nei Matia Bazar) o Alberto Carisch, Gianni Boncompagni o anche Enrica Bonaccorti (a inizio carriera entrambi autori!) hanno letteralmente cambiato i connotati alla musica italiana, traghettandola verso l’epoca contemporanea. Poco alla volta, ma implacabilmente.

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